
Durante la 126^ edizione Fieracavalli, abbiamo avuto l’onore di intervistare Jean François Pignon, avremmo voluto che quei minuti non passassero mai. Chi ci segue da tempo sa che le parole non ci mancano mai, soprattutto quando si parla del mondo equestre, eppure avanti a certi racconti della Patagonia, a certi segreti dell’arte della comunicazione equestre eravamo tutte orecchie. Ma andiamo con ordine…
Nel mondo dell’equitazione Jean François Pignon è un nome che risuona spesso, un vero e proprio ponte tra uomo e natura. Conosciuto per la sua capacità unica di comunicare con i cavalli, Pignon è più di un addestratore: è un vero e proprio artista del dialogo equestre, capace di ispirare generazioni di cavalieri e appassionati. Jean François Pignon non utilizza metodi convenzionali per addestrare i suoi cavalli. La sua filosofia si basa sulla creazione di una connessione autentica e profonda, un linguaggio silenzioso fatto di gesti, sguardi e movimenti che rispecchiano una sensibilità straordinaria.
Questa capacità di interagire con i cavalli è radicata in un principio fondamentale: la fiducia reciproca. Quest’ultima necessita di un solo trucco, il tempo. Pignon crede che ogni cavallo abbia una personalità unica e che il segreto per comunicare con loro sia la pazienza.
Più volte ha sostenuto nei suoi spettacoli che “non si tratta di dominarli, ma di ascoltarli”.
Questa filosofia ha reso i suoi show e le sue esibizioni unici al mondo, trasformandoli in veri e propri racconti poetici di libertà e connessione. Anche il mondo della moda ha riconosciuto l’eccezionale sensibilità di Pignon. Stella McCartney, per la sua sfilata Autunno Inverno 2023/2024, ha scelto di collaborare con lui, portando la sua filosofia equestre su una passerella d’eccezione, al Castello di Fontainebleau. La collaborazione ha enfatizzato la connessione tra i cavalli e la moda sostenibile, unendo il rispetto per gli animali alla ricerca estetica.
Avremmo potuto cominciare a raccontarvi della passione di Pignon come da prassi cominciano tutte le favole, con un semplice “C’era una volta”.
La passione del Maestro del dialogo equestre per i cavalli nasce in tenera età, crescendo nella campagna francese dove i cavalli facevano parte della vita quotidiana. La sua prima esperienza significativa porta il nome di Gazelle, una puledra che gli fu regalata dal padre quando era ancora un ragazzino.
Il rapporto con Gazelle, fatto di crescita reciproca e scoperta, è anche stato immortalato nel film omonimo “Gazelle” (2014), che documenta la profonda connessione tra l’uomo e l’animale.
Un momento cruciale nella vita di Pignon è stata la sua esperienza in Patagonia, dove ha trascorso circa 40 giorni in solitudine cercando di stabilire una connessione profonda con quattro cavalli criollos, noti per la loro resistenza e indole selvaggia.
Durante questo periodo, i silenzi e le osservazioni hanno permesso a Pignon di comprendere il cavallo nella sua essenza più pura, lasciandolo esprimere liberamente e reagire agli stimoli offerti dalla natura incontaminata del Sud America. Questa esperienza gli ha insegnato a vedere il cavallo non come un animale da addestrare, ma come un compagno con cui dialogare.
Jean François Pignon ha lasciato che i cavalli contaminassero il suo mondo, e non il contrario, ha lasciato che i cavalli gli parlassero nella loro lingua, con grande umiltà si è seduto dal lato dell’allievo. Non ha addestrato, si è lasciato insegnare la semplicità dei gesti e della loro lingua.
“Nel sogno non funzionava nulla di quello che nella vita reale funziona per l’addestramento dei cavalli. Ricordo che nulla funzionava, se non la pazienza e il tempo trascorso ad osservarli.”
Il tratto distintivo di Pignon è la sua straordinaria sensibilità. Ogni interazione con i cavalli è un atto di ascolto e comprensione, un dialogo silenzioso che si basa sulla lettura delle emozioni. Questa sensibilità non è innata, ma frutto di anni di osservazione e di un’intensa connessione emotiva con i suoi cavalli.
La chiave che apre questa connessione è il tempo, mettere da parte il proprio ego e la voglia di insegnare la nostra lingua e la pazienza di impararne un’altra: la loro. Solo quando l’uomo smette di cercare di imporre il proprio volere, può veramente comprendere il cavallo. Questa filosofia non si limita all’addestramento, ma diventa una lezione di vita, applicabile a ogni relazione umana. Jean François Pignon non è solo un maestro dell’equitazione, ma anche un ambasciatore della connessione tra uomo e natura. La sua eredità va oltre le sue esibizioni, ispirando una nuova generazione di cavalieri a considerare i cavalli non come strumenti, ma come compagni con cui condividere un dialogo autentico.
Quando noi non ascoltiamo bene, il cavallo comincia a preoccuparsi perché a chiunque darebbe fastidio non essere ascoltato, compreso.
Nel mondo frenetico di oggi, Pignon ci ricorda l’importanza di rallentare, di ascoltare e di trovare quell’ armonia, sia con gli animali che con gli esseri umani. Il suo lavoro è un invito a guardare il mondo con occhi nuovi, cercando la bellezza nella semplicità e nel rispetto reciproco.
Il tuo rapporto con i cavalli sembra essere basato su un legame molto profondo. Come descriveresti questo rapporto e cosa significa per te?
Nei tuoi spettacoli vediamo la perfetta armonia tra te e i tuoi cavalli. Quali qualità essenziali deve coltivare un cavaliere per stabilire una tale connessione?
Questa è la potenza del cavallo, la sua forza. Nonostante il cavallo non sia considerato uno degli animali più intelligenti. Diciamo che se guardassimo l’elenco degli animali intelligenti, ai primi posti ci sono i cacciatori, il cavallo nasce come preda, non fa grandi sforzi per nutrirsi, non deve cacciare.
Sai perché consideriamo intelligente i cavalli? Perchè li amiamo. Siamo noi che inventiamo in loro una qualità, che in realtà non hanno. Il nostro cavallo ogni mattina ha sete, perché ogni notte puntualmente ha rovesciato il beverino.
Il cavallo non riesce a proiettarsi, non ha questa grande capacità intellettuale, ma non mi interessa. Oltre a questo c’è una sottigliezza, che è irraggiungibile, non possiamo raggiungerla, è la sua incredibile sensibilità. Ha la capacità di scansionarci, scansiona tutte le nostre emozioni. Il tuo cavallo in 2 secondi sa chi sei e cosa provi.
Noi, tra noi uomini, abbiamo bisogno di tempo quando non ci conosciamo per capirlo, invece, il cavallo ha una capacità molto più elevata rispetto a noi. E questa è una qualità vera che ha, non la sto inventando perché amo i cavalli. Ha dei poteri incredibili, come ogni supereroe ha il suo super potere. I cavalli vanno presi così come sono, non bisogna inventare altre qualità.
Il problema è che le persone a volte pensano che i loro cavalli siano intelligenti, che pensano come loro. Il loro sistema intellettuale è molto essenziale.
Devi conoscere un minimo il cavallo. Dobbiamo essere sempre attenti ai loro movimenti, dobbiamo riconoscere ogni movimento, ogni piega dell’orecchio, o movimento della coda.
Ogni movimento significa qualcosa, e noi uomini diciamo spesso di essere intelligenti, ma noi non lo siamo nell’analisi dei comportamenti del nostro cavallo. Ci sono persone che a volte dicono di non capire il loro cavallo. Magari un giorno si comporta in un modo, e il giorno successivo in un altro.
La verità è che te lo ha detto perché si sta comportando in modo diverso, te lo sta dicendo che è preoccupato e tu non lo ascolti. Quando noi non ascoltiamo bene, il cavallo comincia a preoccuparsi perché a chiunque darebbe fastidio non essere ascoltato, compreso.
Direi a tutte le persone che vogliono cominciare ad entrare a contatto con i cavalli, sia il veterinario o il cavaliere, che il segreto è nel capire realmente cosa vuole dirci il cavallo, analizzare cosa esprime.
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Laureata in Filologia Moderna presso l’Università di Pavia, ho l’occasione di lavorare nello showroom milanese di “Re” Giorgio Armani e di respirare quella moda che fa davvero sognare ogni donna. In seguito mi trasferisco a Berlino, dove lavoro in un’agenzia di comunicazione, e infine in Puglia per insegnare lettere e per inseguire una grande passione: l’equitazione.
Esperta di Marketing e Comunicazione, conseguo la Laurea in Giurisprudenza e l’abilitazione alla professione forense che abbandono per diventare consulente di marketing territoriale per diverse aziende ed Enti locali. Mi appassiono all’equitazione dopo essere stata folgorata da una sfilata di moda ispirata allo stile equestre e da allora il mio obiettivo è montare a cavallo ogni giorno.